STORIA
Brevi
Lineamenti Storici
a
cura dell' Arch. Giovanni De Vincentis
Dell'esistenza
di complessi musicali cittadini, più o meno organizzati,
se ne suppone già in epoche antiche, giacchè insito
nell'umana natura la propensione per la musica e per il suo
manifestarsi in occasione di episodi della vita istituzionale,
come feste, ricorrenze ed eventi.
E'
comunque soltanto dopo l'impronta data ai complessi musicali
militari, pervenuta in Italia a seguito della discesa di
Napoleone lungo tutta la penisola, che si sviluppa una coscienza
bandistica così come si conosce e si è sviluppata
in quasi due secoli di storia.
La
nascita del Complesso Bandistico della Città di Frosinone,
è possibile individuarla nell'epoca post restaurazione del
Congresso di Vienna, allorchè, come da documenti del 1840
che fanno riferimento ad una quindicina di anni addietro, si
evince che venne formato quello che allora veniva chiamato come
Complesso Armonico Cittadino, ad opera e per sprone del
Gonfaloniere e del Delegato Apostolico di Frosinone.
Composto
di 16 elementi di comprovata fede cattolica e di fedeltà
al Papa ed allo Stato Pontificio, il Complesso Armonico era
diretto da un maestro assunto tramite selezione di curriculum, ed
era presieduto da un notabile cittadino, possibilmente facente
parte del Consiglio Comunale.
Con
l'avvento della Repubblica Romana, l'attività del
Concerto, come spesso veniva anche chiamata la banda in
quell'epoca, trova un momento di arresto che, terminerà
con la fine dell'avventura repubblicana sulle sponde del Tevere.
La
ripresa dell'attività musicale non fu tra le piu semplici:
lo scotto di una ribellione nel cuore dello Stato Pontificio
burocratizzò e rese piu' selettivo il rilascio di
autorizzazioni per qualsiasi attività sociale e
paramilitare (come quella della banda). Finalmente negli anni '50
del 1800 il Ministro degli Interni dello Stato Pontificio, con
Breve autorizzativo firmato da Sua Santità Pio IX, concede
al Concerto Armonico di Frosinone di riprendere l'attività
musicale, approvando lo Statuto, la divisa e l'autorizzazione per
i musicisti a portare uno spadino sulla divisa militare della
banda.
La
storia del complesso Armonico prosegue cosi sino a quando,
all'inizio del '900, quella che ora viene chiamata Banda Musicale
viene affidata ad un giovane maestro venuto da Imola: Antonio
Romagnoli, che riesce a modificare l'antica sostanza e
struttura del Concerto Armonico, portandolo a diventare una Banda
Concertistica, piu' ricca di elementi e dotata di una scuola di
musica fenomenale che produrrà talenti e passioni che
animeranno la vita musicale cittadina per tutto il '900. Tale fu
l'impatto di questo maestro su questa già antica
istituzione cittadina, che alla sua morte, gli venne dedicato un
monumentino posto nel cimitero frusinate, e non solo: la Banda
Concertistica prese il suo nome portandolo con orgoglio ed onore
nella sua vita sino ai giorni nostri. Al maestro Romagnoli, la
città ha anche recentemente intitolato una piazzetta nei
pressi della stazione ferroviaria, unendo il suo nome a quello di
Puccini, Rossini, Verdi, Vivaldi, Corelli ed altri grandi
compositori, che hanno il loro nome legato alla toponomastica del
quartiere Scalo.
Subito
dopo Romagnoli, Frosinone conosce un altro grande maestro: Adolfo
Di Zenzo che guiderà l'ensemble sino a poco prima
dell'inizio del Secondo Conflitto Mondiale. In questo periodo la
banda Concertistica matura e si rafforza ulteriormente grazie
alla grandiosa opera di Di Zenzo che comprende come la scuola di
musica sia l'attività piu' importante per la Banda e
riesce a creare una sinergia unica e irripetibile tra veterani e
nuove leve. Infatti da questo periodo la Romagnoli letteralmente
“sforna” decine di ottimi musicisti che renderanno
leggenda la Banda e onore alla città lungo le strade, i
palchi ed i teatri di tutto il mondo. E' grazie infatti a questa
istituzione che artisti del calibro del maestro Daniele Paris, il
cui padre era musicante della Romagnoli, e come anche il
fagottista Ermenegildo De Vincentis, hanno avuto la possibilità
di conoscere la musica, impararla e renderla ragione di vita.
Subito
dopo la fine della guerra la banda Romagnoli, fu ricostituita
(direttore un giovanissimo M° Gesualdo Coggi) con i
superstiti che tornavano dal fronte e questo fu per la città
intera un esempio di rinascita che contribui al morale dei
cittadini, che faticosamente cercavano una ragione per
ricostruire e per poter andare avanti con le necessità di
tutti i giorni, non ultima, la fame.
Altri
maestri seguirono alla conduzione della Romagnoli, e furono tanto
importanti per cui ora si riconosce la loro direzione come
“l'epoca del tale maestro e quella del tal'altro”;
tra tutti, tre nomi sono i più importanti: Masucci,
Mariconda e Coggi. Questi grandi artisti diressero la Banda
Concertistica in maniera superlativa, continuando ad alimentare
il fuoco della sua leggenda, che vissuta dall'intera
cittadinanza, rendeva questa istituzione parte integrante della
vita cittadina, quotidiana e straordinaria.
Intere
famiglie, se non dinastie, hanno servito e tutt'ora costituiscono
la linfa vitale di questa ensemble, nomi che hanno fatto la
storia della città, nomi più o meno conosciuti,
come Vona (indimenticabile l'apporto del grande clarinettista e
capobanda Aristodemo), De Vincentis, Paris, Barletta, Lombardi, e
tante, tantissime altre.
Arriviamo
sino ai giorni nostri, all'attuale eccellente maestro Fabio
Cipriani, che da ben 10 anni dirige questo complesso,
ragguagliando in durata alla direzione dello stesso nomi come
Mariconda, Di Zenzo e Romagnoli. In un epoca di contraddizioni
musicali dove le occasioni di vivere la musica sono tante,
soprattutte legate allo sviluppo dei mezzi di comunicazione, la
Banda Concertistica Antonio Romagnoli, è capace di
rinnovarsi e trovare nuovi spazi, grazie al talento di Cipriani,
che gli permettono di proseguire una storia iniziata tanti anni
fa, una musica partita da lontano e mai sopita neanche sotto le
macerie di una città devastata dalla guerra. Una musica
che è la vera anima di questa città da circa 180
anni.